LO SPAZIO UNISCE IL MONDO | Giornata mondiale dello spazio 2020

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IL LIMITE CHE TENDE ALL’INFINITO

Quanto è grande il cuore?
Quanto è grande l’universo?
Quanto viaggia veloce la luce? E il pensiero?

Oggi vogliamo portarvi insieme a noi dentro la bellissima foto utilizzata dalla nostra associazione che racchiude mille significati ma che è così difficile raccontare a parole.

Dal 4 al 10 ottobre di ogni anno si svolge la settimana mondiale dello spazio e il tema di quest’anno è “lo spazio unisce il mondo”. Cosi desideriamo cogliere l’occasione per condividere con voi alcuni spunti di riflessione su ciò che ci unisce oggi.

Non parleremo dei grandi personaggi che hanno dedicato la loro vita allo studio, all’osservazione e alla ricerca …no. Noi ci occupiamo di educazione e quindi di sogni, speranze e anche preoccupazioni.
Ogni grande uomo che ha contribuito col suo ingegno alle diverse scoperte scientifiche e tecnologiche è stato bambino.
Ogni bambino che viene adeguatamente accompagnato nel percorso scolastico ripercorre passo dopo passo la storia e le orme di uomini e donne creativi che hanno scoperto e inventato con mezzi seppur limitati soluzioni matematiche, tecnologiche, meccaniche rivoluzionarie che spesso oggi diamo per scontate.

Eppure sono partiti tutti dallo stesso punto, dallo stesso sogno, dallo stesso sguardo alzato verso le stelle.

Lo spazio, l’universo con tutto ciò che contiene non è solo oggetto di studio ma soprattutto fonte di meraviglia e stupore. Ogni essere umano dall’alba dei tempi si è interrogato sull’essenza stessa della vita col naso all’insù e gli occhi rivolti a rimirar le stelle. Poeti, astronomi, pittori, fisici, musicisti e semplici bambini si sono ritrovati a desiderare qualcosa di profondo e magnifico: un po’ come il nostro bambino della foto che è lì col suo zaino sulle spalle pronto a intraprendere il viaggio più spettacolare di tutti…la vita.

Certo c’è il rischio che qualche animo cinico possa spegnere con poche parole un fuoco che arde dentro ogni piccolo grande cuore: “ma dove credi di andare con uno zaino e un caschetto? Tieni i piedi per terra, fai quello che ti viene detto e un giorno avrai un lavoro come si deve e porterai il pane in tavola”.
Vero. Con quei pochi strumenti limitati che ha non potrà andare mai da nessuna parte.

Ma che cos’è un limite? Il limite in primo luogo è un confine che mi definisce. Il primo limite fondamentale che conosciamo è il nostro corpo ma è anche ciò che definisce lo spazio intorno a noi… fatto di pieni e vuoti, spigoli angoli e superfici più o meno lisce, oggetti vicini e distanti tutto cosi fisicamente sensibile e allo stesso tempo relativo. La curiosità ci spinge a conoscere ciò che è ignoto e la scienza, ma anche l’arte e l’immaginazione, sono strumenti che ci permettono di arrivare alla conoscenza di tutto quello che ci circonda ma anche di ciò che possiamo solo immaginare.

In campo educativo la sfida fondamentale è sempre quella di conoscersi e scoprire i propri limiti, la difficoltà nell’apprendimento è necessaria per creare la giusta curiosità che mette in moto il processo di apprendimento.
Spesso quando parliamo di limite pensiamo a qualcosa che non si può superare mentre a volte è qualcosa di necessario proprio per difendere la nostra vita.

La matematica però ci viene a dire che tutto ciò che ha un limite in realtà tende all’infinito…è qualcosa che cresce.

SIAMO INFINITO CUSTODITO NEI NOSTRI LIMITI.

Quanto è grande il cuore? Fisicamente poco più del nostro pugno… ma lo sappiamo tutti che è “più grande all’interno” proprio come il TARDIS utilizzato dal doctor Who ( dell’omonima serie di fantascienza) per viaggiare nello spazio e nel tempo.
Il limite non è una cosa di cui aver paura o vergogna… anzi.

Come “il nostro bambino” che si trova in piedi solitario di fronte all’universo dove tutto sembra immobile eppure sappiamo essere in continuo movimento, anche noi adulti siamo chiamati a recuperare uno sguardo di speranza su noi stessi e sul mondo perchè lo spazio infinito che sembra dividerci in realtà è ciò che ci unisce.

E come Dante, che al termine del XXXIV canto dell’inferno respirando finalmente aria limpida e nuova dice “e quindi uscimmo a riveder le stelle”, così oggi quelle stesse stelle che forse non esistono più ma di cui possiamo ancora ammirare la luce ci chiamano, ci invitano a guardare lontano, ad aprire la nostra mente e il nostro cuore e a seguirlo perché in fondo siamo tutti un limite che tende all’infinito.

Valeria per Articolo26

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