Elezioni genitori – Perché partecipare: ruoli e funzioni degli organi collegiali

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Ruoli e funzioni degli organi collegiali e riferimenti alla nuova Legge sulla Scuola n. 107/2015

La normativa scolastica riconosce la famiglia come interlocutrice principale della scuola nel: manifestare le proprie richieste per definire l’offerta formativa, scegliere attività facoltative, presentare proposte di miglioramento, cooperare negli organi collegiali, compartecipare nella valutazione dei docenti, e nell’autovalutazione del servizio scolastico, versare contributi volontari per il miglioramento della scuola, proporre iniziative nella scuola aperta per attività pomeridiane.

Il Consiglio di Circolo/Istituto è l’organismo collegiale centrale nella comunità scolastica e prende le decisioni più importanti per l’organizzazione e programmazione delle attività della scuola: dal Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), da aggiornare ogni 3 anni, ai vari progetti vari; dal Patto Educativo di Corresponsabilità (PEC) al bilancio sociale.

Gli organi collegiali sono luogo di democrazia scolastica e di qualificazione del servizio scolastico, se possono contare un’effettiva partecipazione dei genitori nella scuola (singoli o con le loro associazioni).

Come genitori dobbiamo condividere i valori che sottendono all’educazione; l’importanza della presenza dei genitori in una scuola educativa è riconosciuta in tutta Europa. Sta a noi genitori cogliere l’opportunità e valorizzare gli spazi per rendere concreto il nostro diritto di “educare e istruire i figli” (art. 30 della Costituzione).

PER UNA PRESENZA EFFICACE NELLA SCUOLA. PER UN PATTO DI CORRESPONSABILITA’  EDUCATIVA

La collaborazione famiglia – scuola si realizza anzitutto a livello individuale, con genitori attenti al percorso scolastico del figlio in costante rapporto con i docenti, ma deve ampliarsi, oggi più che mai, a livello “degli organi collegiali” dove i genitori si interessano non solo del proprio figlio, ma anche dell’andamento della classe e del miglioramento dell’intero istituto. 

I GENITORI SONO UNA RISORSA PREZIOSA… PER UNA SCUOLA CHE EDUCA!

Noi genitori dobbiamo esserci negli organi collegiali in “partnership” con tutta la scuola per:

  1. Affrontare la sfida educativa nella scuola
    • per uscire dalla crisi attuale ci vuole un’educazione integrale della persona unita ad un’istruzione di qualità;
    • vogliamo che la nostra scuola persegua la finalità stabilita dalla legge: “Innalzare i livelli di istruzione e le competenze, rispettando i tempi e gli stili di apprendimento degli allievi, prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica”;
    • realizzare una scuola aperta, quale laboratorio   permanente, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, dare piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche (ART 1, comma 1).
  2. Gli spazi di scelta dei genitori Dobbiamo difendere e valorizzare gli spazi oggi disponibili per i genitori nella scuola: con la nostra presenza attiva e preparata negli Organi Collegiali, perché nessuno lo farà per noi.
  3. Esercitare la Libertà di scelta educativa

 In base alle normative in vigore i genitori hanno diritto:

    • di poter richiedere le materie opzionali/facoltative (fino al 20% del curricolo) nella scuola primaria, secondaria e superiore;
    • di monitorare perché nell’approvare il Piano dell’Offerta Formativa (PTOF) si “tenga conto delle richieste delle associazioni e dei consigli di classe” (Legge 107/2015, co 14);
    • richiedere il consenso esplicito preventivo dei genitori qualora si affrontino argomenti o tematiche educative sensibili e controverse;
    • a scegliere fra “i tempi scuola” (24–27–30 ore e tempo pieno di 40 ore) previsti nella scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado;
    • facilitare il coinvolgimento dei genitori nella valutazione del comportamento dei figli;
    • vigilare sull’utilizzo dei “contributi volontari dei genitori”, in modo che siano sempre facoltativi e utilizzati solamente per le finalità di legge: ampliamento delle attività formative, tecnologie ed edilizia;
    • chiedere che siano incoraggiate e sostenute le associazioni dei genitori, che sono lo strumento  fondamentale per una partecipazione democratica effettiva ed efficace in ogni realtà locale;
    • fare delle elezioni scolastiche l’occasione per ritrovarsi in gruppo e definire insieme un “Piano di miglioramento della scuola” della cui realizzazione i genitori, una volta eletti, si faranno carico, in collaborazione costruttiva con la scuola.
QUALI SONO I COMPITI DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO?
  1. Approvare il “Piano dell’offerta formativa” perseguendo una formazione integrale della persona, rivolta a tutte le dimensioni umane: fisica, culturale, spirituale e religiosa.
  2. Approvare il Piano annuale di miglioramento della scuola, sulla base di una autovalutazione condivisa anche dai genitori. Tra gli obiettivi da perseguire, vi è quello di una scuola coinvolta nel motivare ed accrescere anno dopo anno la partecipazione dei genitori (RAV.3.7e).
  3. Attuare il “Patto di corresponsabilità educativa” che deve essere condiviso e sottoscritto dai singoli genitori  e studenti in un confronto franco ed amichevole tra docenti e genitori
  4. Eleggere i due genitori (un genitore e uno studente nelle scuole superiori) che fanno parte del COMITATO di VALUTAZIONE dei DOCENTI (legge 107 – 2015 comma 128).
  5. Valorizzare la “libertà di apprendimento degli allievi, la libertà di insegnamento e a la libertà di scelta educativa da parte delle  famiglie          che stanno a fondamento dell’autonomia scolastica, nel definire i “tempi scuola” e le attività curriculari ed extracurriculari (facoltative).
  6. Promuovere “Nei periodi di sospensione dell’attività didattica, le istituzioni scolastiche e gli enti locali, anche in collaborazione con le famiglie interessate e con le realtà associative del territorio, attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive da svolgere presso gli edifici scolastici (comma 22).
  7. Deliberare nelle scuole superiori sui P.C.T.O “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” ( ex alternanza scuola- lavoro) presso aziende, organizzazioni del terzo settore, gli ordini professionali, i musei e gli altri istituti pubblici e privati  delle attività culturali, artistiche e musicali, attività afferenti al patrimonio ambientale, enti di promozione sportiva (comma 33).
  8. Promuovere l’educazione civica in collaborazione con le famiglie,  in modo che i ragazzi imparino a convivere secondo i principi del rispetto reciproco e della responsabilità democratica, nei riguardi del bene comune nella scuola e sul territorio.
  9. Impegnarsi per contrastare e prevenire fenomeni di devianza, di illegalità, di prevaricazione, di bullismo attraverso l’amicizia, la tolleranza, la cittadinanza responsabile, il rispetto delle regole.
  10. Collaborare nel definire progetti  di “educazione affettiva” rispondenti alle convinzioni e alle scelte educative delle famiglie, assicurando ad ogni genitore la possibilità di presentare “il consenso informato preventivo” (Nota ministeriale n. 4321 del 06-07-2015).
  11. Promuovere un’educazione interculturale che faciliti l’integrazione, trasformare le differenze in occasioni di crescita.
  12. Confermare il sostegno degli alunni diversamente abili, con difficoltà nell’apprendimento (DSA) e con bisogni educativi speciali (BES) e di quanti hanno difficoltà di tipo socio-culturale.

QUALI SONO I COMPITI DEL CONSIGLIO DI  CLASSE?

La classe è lo spazio dell’operatività con cui si attua concretamente il processo educativo immediato e quotidiano.

I Consigli di classe e di interclasse costituiscono la sede di più diretta collaborazione tra insegnanti e genitori per la migliore realizzazione degli obbiettivi educativi.

 Ha compiti di proposta in ordine a:

  • il piano dell’offerta formativa, proponendo attività progetti, di cui il dirigente deve “tener conto” (legge 107/2015, comma 14,5);
  • la scelta dei libri di testo e dei sussidi didattici e il rispetto dei tetti di spesa per i loro acquisto;
  • le attività extracurriculari – integrative che la classe intende svolgere;
  • i viaggi di istruzione e gite scolastiche;
  • le iniziative di recupero e sviluppo in ordine a difficoltà individuali e di gruppo;
  • i miglioramenti in ordine ad aspetti educativi ed organizzativi: orari, iniziative particolari.

 Ha compiti di iniziativa operativa per:

  • attività rispondenti ai bisogni della classe;
  • attività integrative idonee ad arricchire di motivazioni e di interessi gli impegni degli allievi;
  • affrontare i problemi di disadattamento scolastico e sociale;
  • agevolare i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed allievi.

 Ha compiti di verifica in ordine:

  • alla corrispondenza tra la programmazione iniziale ed i risultati raggiunti;
  • all’individuazione di positività, discordanze, carenze;
  • alla formulazione di miglioramenti educativi e organizzativi. 

GLI SPAZI DI SCELTA DEI GENITORI
Dobbiamo difendere e valorizzare gli spazi oggi disponibili per i genitori nella scuola: con la nostra presenza attiva e preparata negli Organi Collegiali, perché nessuno lo farà per noi.


ESERCITARE LA
LIBERTÀ DI SCELTA EDUCATIVA
  •  In base alle normative in vigore i genitori hanno diritto a:
    richiedere il consenso esplicito dei genitori qualora si affrontino argomenti o tematiche educative sensibili e controverse;
  • scegliere fra “i tempi scuola” (24–27–30 ore e tempo pieno di 40 ore) previsti nella scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado;
  • poter richiedere le materie opzionali/facoltative (fino al 20% del curricolo) nella scuola primaria, secondaria e superiore.;
  • vigilare perché nell’approvare il Piano dell’Offerta Formativa (PTOF) si “tenga conto delle richieste delle associazioni e dei consigli di classe” (Legge 107/2015, co 14);
  • facilitare il coinvolgimento dei genitori nella valutazione del comportamento dei figli;
  • vigilare sull’utilizzo dei “contributi volontari dei genitori”, in modo che siano sempre facoltativi e utilizzati solamente per le finalità di legge: ampliamento delle attività formative, tecnologie ed edilizia;
  • chiedere che siano incoraggiate e sostenute le associazioni dei genitori, che sono lo strumento  fondamentale per una partecipazione democratica effettiva ed efficace in ogni realtà locale;
  • fare delle elezioni scolastiche l’occasione per ritrovarsi in gruppo e definire insieme un “Piano di miglioramento della scuola” della cui realizzazione i genitori, una volta eletti, si faranno carico, in collaborazione costruttiva con la scuola.

Come presentare una lista di genitori nel modo più opportuno ed efficace?

In base alla situazione è consigliabile caratterizzare la lista nel modo più efficace, cercando di evitare due estremi: una lista troppo generica, per cui dai rappresentanti ci si aspetterà solo cose giustissime ma ovvie come imbiancare le aule oppure troppo specifica, per cui poi le persone non si identificheranno con i valori che si vogliono sostenere.

Occorre esprimere e comunicare il documento programmatico più funzionale alla nostra situazione prendendo spunti dal contesto concreto. Ma se vogliamo essere una testimonianza del primato educativo dei genitori nel rapporto di corresponsabilità educativa con la scuola e del valore dell’educazione affettiva e sui temi sensibili, allora dobbiamo farlo presente perché altrimenti, una volta eletti, non si sarebbe legittimati a chiedere che si osservi quanto si chiederà negli organi collegiali. E’ una questione di misura, attenzione ed efficacia, agendo anche  nell‘obiettivo di raccogliere le adesioni. Una testimonianza, anche la più cristallina, ma che poi resta isolata, serve a ben poco; d’altra parte una testimonianza ad un tempo sincera, ma che si allarga ad un discorso più generale, ad altri temi importanti su cui serve che i genitori si impegnino, sarà più attrattiva e potrà anche portare avanti discorsi più specifici con il consenso di molti genitori

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