SCUOLA/ VACCINI. ARTICOLO 26: INDEBITE PRESSIONI DELLE SCUOLE SU FAMIGLIE E ALUNNI. MIUR INTERVENGA CONTRO OGNI INACCETTABILE DISCRIMINAZIONE E LAVORI PER FAR TORNARE TUTTI IN PRESENZA

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Stiamo ricevendo numerose segnalazioni relative a comunicazioni ricevute da parte delle scuole, in cui si consiglia “vivamente” di effettuare la vaccinazione anti Covid ai propri figli prima del rientro a scuola, sottolineando come tale scelta sia “un atto di responsabilità sociale” e che la stessa sarà pregiudizievole per la “partecipazione ad alcune attività o per l’accesso a servizi specifici dentro la scuola”.

A seguito della nota MIUR di accompagnamento alle indicazioni del CTS del 22 luglio, un numero crescente di scuole sta intervenendo in modo inaccettabile, creando pressione psicologica su genitori e figli minori.

Come associazione nazionale di genitori, ribadiamo che su questo delicato tema ​ è necessario lasciare alle famiglie la possibilità di esercitare il proprio diritto/dovere di cura sancito dalla Costituzione. Va considerato senza ideologia e senza banali polarizzazioni Pro/No Vax, che diversi paesi europei non hanno dato il via libera ai vaccini per minorenni in attesa di dati più approfonditi, come Ucraina, Croazia, Portogallo, Bulgaria e Cipro, mentre Belgio, Olanda, Regno Unito, Finlandia e Svezia – a cui si aggiungeranno anche Irlanda e Norvegia – ​ li hanno autorizzati sotto i 17 anni solo per i più fragili. In Germania  il​ Comitato permanente per la vaccinazione (Stiko) lo consiglia solo in presenza di specifiche patologie.

Tenuto conto anche che tra i 12 e i 17 anni il numero dei ricoveri per Covid è bassissimo, che​ i pareri scientifici sui possibili effetti collaterali nel breve periodo sono discordi e che su quelli a lungo termine ancora non sono  disponibili dati, molti genitori stanno legittimamente valutando il rischio/beneficio per i propri figli, così come hanno fatto quei genitori che hanno già deciso di farli vaccinare.

Anche se​ CTS e MIUR ​ hanno formalmente invitato ad evitare qualsiasi forma di discriminazione degli alunni non vaccinati, nella realtà questa sembra già prendere forma.

Come si sentiranno le famiglie e gli​ adolescenti isolati e accusati​ da tutta la propria scuola? Ci auguriamo che poi non si inducano inaccettabili spaccature tra genitori e figli, preoccupazione già manifestata da molti genitori a seguito del recente pronunciamento del Comitato Nazionale di Bioetica su questo delicatissimo tema.

Ci chiediamo anche perché a poche settimane dal rientro ancora non si dia massimo rilievo al lavoro su tutti gli altri aspetti necessari per riaprire in sicurezza, oltre che​ al solo vaccino.
A che punto sono il piano trasporti, l’ottimizzazione degli spazi, gli​ impianti di ventilazione meccanica nelle classi? Perché ancora non si prendono in considerazione i tamponi salivari, già ritenuti idonei dall’Istituto Superiore di Sanità?

È molto grave infine che il ministro Bianchi non abbia ancora incontrato le associazioni dei genitori del​ FoNAGS. E’ proprio nell’alleanza con le famiglie che si potrebbe informare, condividere, rassicurare, anziché calare​ ​dall’alto documenti blindati e chiedere​ scelte a senso unico definite “etiche”, mentre niente ci appare più etico che garantire ai genitori i loro diritti e preservare il pluralismo, l’inclusione e il diritto allo studio per tutti i cittadini.

Roma, 5 agosto 2021

Scarica qui il comunicato

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