DIARIO DI BORDO del 27 Aprile 2020 – La lezione sincrona dell’amicizia: quel filo che lega i nostri cuori

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Terza uscita della nuova rubrica di Articolo 26 – DIARIO DI BORDO – che vuole essere uno spazio di esperienze e riflessioni su come famiglia e scuola si incontrano/confrontano in questo tempo. Oggi vi propone la riflessione di unmamma dell’Umbria, imprenditrice, amica di Articolo 26.
Di R.N.

Ebbene sì, se ora vuoi festeggiare il compleanno di tuo figlio devi ricorrere ad una zoomata. L’amicizia non ha limiti come quelli che ora ci tengono corporalmente separati quindi, tenetevi stretti, si vola con la fantasia!
Così raccolgo la sfida lanciata da un virus e dico ai ragazzi collegati: anche se siete ognuno in casa propria, lontani, c’è sempre un filo che lega i vostri cuori… sta a voi scoprirlo. E inizia la caccia al tesoro!

Solo tre parole… dovrete scoprire… e non sono: sole, cuore e amore… Avrete l’ardire?
PRIMA PAROLA
Siamo tutti amici, bianchi e neri, tutti vicini: Io son là, quella piccina, non mi indovini?
Son quella che con tutto si intona
Che solo a sentirla ti emoziona…
SECONDA PAROLA
Ci siamo anche noi, siam piccoli, soffici e paffutelli,
Mai visti amici così belli!
Peccato se non viviamo con te,
Perché teneri come noi non ce n’è…
TERZA PAROLA
C’è una persona a me tanto cara
Che quando la vedo ho un groppo in gola
Mi vuole un gran bene
Che manco il Corona
O mille catene
Tengono lontana…
Non è la mamma
Neanche il papà
Forse la nonna
E chi lo sa…


Infine ho dato loro la mappa del tesoro e, grazie anche alle tre parole scoperte, hanno risolto il Rebus: “L’amicizia”! Un amico ti pensa anche se vive lontano e non ti tradisce perché vuole solo il tuo bene! Per questo, prima di tutto, viene l’amicizia!

Fa strano vivere questo momento nel giorno in cui la Azzolina non si è comportata da amica, perché ci ha escluso dal tavolo della Task Force scuola: un amico non ti esclude e, infatti, si chiama bullismo esclusivo non per nulla. Ma la mia è una lezione di amicizia asincrona: non siamo insieme, lei non c’è, non può capire. Non può imparare. Invece se ci fossi io, la mamma, i papà, quanto potrebbe venire meglio il lavoro!

Mi devo concentrare ora, devo fare come Benigni nella seconda parte de La vita è bella: non far percepire ai ragazzi il dramma che stiamo vivendo, ma cogliere ogni impedimento come un’opportunità.Allora balliamo! Inquadro col portatile la vecchia tv che usano i ragazzi per la Wii e tutti ballano da casa propria, ma insieme! Registro una sessione – avvertendoli prima – che più tardi invio loro insieme al collage delle foto più significative. (Per quelli più bravi di me, c’è una App che permette di gareggiare coi punteggi di Just dance).

Terza parte: si potrebbe giocare a pictionary (penso il giorno prima) e il figlio grande (che ringrazio pubblicamente per il sostegno tecnico =) mi mostra il sito web https://skribbl.io, che è risultato fichissimo e divertentissimo!Auguri cantati, merenda a casa propria, il regalo del viso felice dell’amico che ti fa tanti auguri – ma di cuore, mai visti così, perché dentro c’è un sentimento che chiede che l’incubo finisca presto per te, per lui, per tutti! – e un arrivederci a presto. La lezione sincrona dell’amicizia.

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