Le famiglie di Roma alla scoperta del gender (e le sorprese non finiscono mai)

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Il 18 settembre scorso presso il teatro don Orione di Roma, si è tenuto un convegno, organizzato dalla associazione “NON SI TOCCA LA FAMIGLIA” , sulle teorie di genere insegnate nelle scuole, dalla materna fino ai licei. L’incontro ha mobilitato circa 400 persone a confermare l’importanza che il tema suscita in tanti cittadini in questo momento.

Sono intervenuti il Vescovo di Palestrina, mons. Domenico Sigalini, che ha posto l’accento sul senso e il ruolo della famiglia naturale, e il Vescovo ausiliare di Roma Ovest, mons. Paolo Selvadagi, il quale ha sottolineato quanto sia importante e necessaria la partecipazione e l’attivazione dei laici nella vita della chiesa e nella società. Al termine dei loro interventi, dopo i saluti all’assemblea (alla presenza anche di alcuni di noi genitori del comitato), si sono potuti esprimere gli altri due relatori, lo scrittore e giornalista Mario Adinolfi, uomo di sinistra tanto da essere uno dei fondatori del Partito Democratico e autore del libro “Voglio la mamma”, e l’avv. Gianfranco Amato, presidente dell’associazione “Giuristi per la vita”.

La questione è stata affrontata da un punto di vista pratico, cercando delle risposte concrete da dare a persone concrete, nonché da un punto di vista storico: si è voluto ricercare la matrice di queste ideologie che siamo chiamati a riconoscere per poterle fronteggiare, non solo in funzione dei nostri propri figli, ma anche per le generazioni future.

E’ emerso che nessuno può imporre a noi genitori come educare i nostri figli e soprattutto non si può ammettere una “rieducazione di Stato”: “una minaccia per questa libertà  – sostiene l’avvocato Amato – è anche il disegno di legge Scalfarotto contro l’omofobia, che impedisce la libertà di opinione (art. 21 della costituzione) e la libertà religiosa, garantita e tutelata dall’art.19 della costituzione”.

L’avvocato Amato ha poi illustrato un documento, rivolto alle scuole e alle istituzioni educative, emanato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in cui gli educatori sono invitati ad insegnare ai bambini di quattro anni come scoprire il proprio corpo, fino ad arrivare alla masturbazione precoce! AIUTO Bisogna Agire!

In questo documento dell’OMS denominato “Standard per l’educazione sessuale in Europa” (consultabile su internet) si ha la pretesa di disciplinare come la scuola debba educare alla libera sessualità e all’assecondamento di QUALSIASI pulsione sessuale (Gender).

A proposito delle unioni civili, degli uteri in affitto e delle adozioni da parte di coppie gay, il dott. Mario Adinolfi ha lanciato l’allarme : “I desideri non sono diritti, chi si farà garante dei diritti dei bambini innocenti? “. Il relatore ha denunciato lo scandalo degli uteri in affitto e lo sfruttamento dell’ignoranza di povere donne che si prestano a questa pratica.

Noi, genitori e non, abbiamo una grave responsabilità, non possiamo dimenticare che siamo custodi di questi bambini e che dobbiamo garantire loro una crescita equilibrata, esercitando la prudenza e l’umiltà rispetto al mistero della vita e dell’amore. Siamo inoltre custodi di quelle persone che non conoscono ancora ciò che è bene e ciò che è male. Del resto uno Stato che non sia più i grado di indicare cosa è bene e cosa è male non potrà più condurre i propri cittadini a compiere il bene e a respingere il male (cit. Dina Nerozzi – Il ritorno dello stato etico): ma allora cosa siamo chiamati a fare?

Ecco perchè nella vita sociale e politica, in un clima di falsi miti, di superficialità e di buonismo, siamo caldamente invitati ad informarci scrupolosamente rispetto alle scelte che facciamo, e a ricercare nella storia i parallelismi di ciò che accade oggi e la nascita di certe ideologie. Le nostre scelte portano sempre delle conseguenze, ma spesso non le consideriamo, pensando che “le conseguenze” non ricadranno anche su di noi.

Le associazioni che tutelano il diritto di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni filosofiche o religiose, il diritto alla famiglia naturale, il diritto dei bambini ad avere un padre uomo ed una madre donna, queste stesse associazioni che hanno partecipato al convegno, sono tutte d’accordo nello agire in unità, comunione e nel garantire la loro presenza laddove ci siano minori da tutelare.

Noi genitori del “Comitato Art. 26″ siamo pronti a ricevere segnalazioni di ciò che viene proposto nelle scuole, e nell’indicare testi di riferimento per avere informazioni sulla questione consigliando anche strategie di intervento per contrastare il fenomeno.

Vigiliamo insieme

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