Un manifesto europeo per la libertà di educazione

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Un manifesto europeo per la libertà di educazione

Diverse associazioni nazionali di scuole e di genitori propongono al Parlamento europeo un Manifesto per una scuola di successo. Basato su 5 punti. Anche Articolo 26 tra firmatari italiani. Il motore del cambiamento? Il pluralismo educativo. Ovvero la possibilità per tutti di accedere a scuole sia statali che non, sia per i più che per i meno abbienti.

Come si arriva ad una scuola di successo?

L’Emie (European Meeting of independent education), una piattaforma di associazioni europee
che promuovono la libertà educativa e l’attività delle scuole non statali, ha diffuso il 10 febbraio
scorso un Manifesto per rispondere a questa domanda, che nelle prossime settimane verrà
presentato al Parlamento europeo. Articolo 26 è tra le decine di firmatari e molte altre adesioni si
attendono da tutti i paesi europei.

Il manifesto indica cinque temi chiave:

  1. L’istruzione è un bene comune e per questo coinvolge una pluralità di soggetti.
  2. Il contributo delle scuole non statali all’istruzione dei giovani europei è essenziale e va
    riconosciuto. Nel 2018, una risoluzione del Parlamento europeo incoraggiava gli Stati membri a prevedere adeguati fondi da destinare sia alle scuole statali, sia a quelle non statali Il supporto finanziario pubblico agli enti educativi non profit varia da un paese all’altro: si va da un finanziamento minimo, come in Italia, fino ad uno molto più cospicuo come in Olanda, Danimarca e Finlandia. Variano anche gli strumenti: fondi alle scuole ma anche buoni scuola, vouchers e detrazioni, destinati ai genitori, che sono i soggetti primari del diritto all’ educazione.
  3. Il ruolo dei genitori è fondamentale nell’attuazione dei diritti dei più giovani, come
    stabiliscono la Convenzione sui diritti dell’infanzia e la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue.
    I genitori sono essenziali per il raggiungimento del successo formativo dei ragazzi e questo si é
    visto in modo esemplare anche quando la scuola si è fermata a causa del Covid.
    Ma affinchè questo sia reale è necessario che sia loro riconosciuto un diritto effettivo di scegliere l’educazione dei figli.
  4. Per la democrazia sono fondamentali non solo la qualità, ma anche la pluralità delle proposte
    educative. Le sfide del nostro tempo richiedono una molteplicità di contributi, non una sola ed unica modalità di approccio. Le scuole non statali sono espressione di pluralità e per questo vanno
    protette e sostenute.
  5. Per realizzare un sistema educativo che sia davvero per un bene comune, è necessario un
    organismo “scolastico che sia sotto la supervisione e il coordinamento dello Stato, ma composto sia da scuole gestite da autorità pubbliche, sia da scuole gestite da organizzazioni e persone della società civile”.

Se, infatti, “l’educazione/istruzione è la più alta priorità nella vita di un paese”, è necessario
sostenere tutte le iniziative che ne contribuiscono a uno sviluppo virtuoso. Questo implica
l’esistenza di “sistemi scolastici pluralistici, basati sul principio di sussidiarietà” e occorre assicurare
che tutte le scuole siano “pienamente accessibili agli studenti che vogliono frequentarle, in un
contesto di effettiva libertà di scelta” dei genitori.

Qual è la proposta?

La società civile deve essere libera di offrire il suo contributo nell’educazione e nell’istruzione dei
più giovani. Questo modello di “fare scuola” realizzato da decenni in molti stati al mondo è una
sfida per il nostro Paese dove sia la Costituzione che l’ormai ventennale Legge Berlinguer
istituiscono un modello scolastico misto, caratterizzato sia da scuole statali che da scuole
organizzate dalla società civile, un modello che porta pluralismo, efficienza ed innovazione a tutta la scuola.
Un modello esemplare, soffocato in Italia da decenni di blocchi ideologici che oggi hanno portato
la nostra scuola a implodere sempre più su se stessa. Un modello che deve crescere in accordo alle
intenzioni degli estensori della Costituzione e delle maggiori carte internazionali.
Manifestare al Parlamento europeo l’urgenza di una solida collaborazione tra Stato e società civile
è, quindi, una prima iniziativa per garantire ai giovani di tutto il continente un sistema educativo e
d’istruzione di successo e l’affermazione di un diritto umano fondamentale spesso dimenticato: la
libertà di scegliere l’educazione per i propri figli.

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